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Non sono capace, non l’ho mai fatto, ho paura di sbagliare, non so come si fa, non ho gli attrezzi, tutti validi motivi per non rischiare di rompere qualcosa che vorresti sistemare ma non osi toccare, tuttavia, se avessi gli strumenti teorici e pratici, pensi di essere in grado di smontare un componente meccanico qualunque?

Qui ti parlerò della meccanica partendo dalle fondamenta, partirò con una piccola lista di attrezzi, utili a smontare tutto quello che nella Vespa è a vista, poi ti spiegherò come distinguere un buon attrezzo da una cineseria, infine ti mostrerò come usare questi attrezzi in maniera sicura, sia per te che per la tua Vespa, cercando di dare un perché ad ogni mia azione.

 

Attrezzi:

  • chiave candela
  • cacciaviti a taglio e croce, almeno uno per tipo
  • una chiave 7, due 8-10-11 una 13 combinata, una 17
  • una chiave esagonale da 6
  • 1 pinza
  • grasso
  • panni / carta / guanti
  • martello “con asterisco” l’asterisco indica che il martello non serve di per sé a smontare qualcosa, ma è utile in alcune operazioni di smontaggio-fra poco capirai.

 

 

Con questi attrezzi certo non metti in piedi un’officina, ma puoi gestire in totale autonomia la quotidianità della Vespa, come il cambio pasticche, sostituzione filo frizione, regolazione freno posteriore e tante altre piccole sistemazioni e avarie di tutti i giorni.

Un esempio di come non dovrebbe essere un attrezzo lo trovi nel bauletto, hai presente gli utensili in dotazione alla Vespa, fanno pena.

La marca è senza dubbio indice di qualità, un buon attrezzo lo compri solo una volta,

se non conosci le marche, l’ideale è affidarti all’omino del ferramenta, gli puoi dare la tua lista attrezzi e specificare che devono essere buoni, spesso trovi utensili ottimi ad un prezzo accessibile, l’omino del ferramenta, se è degno di fiducia, ti saprà consigliare per il meglio, poi considera che per questa lista ci vorranno circa 50-60€, che ti ricordo spenderai solo 1 volta…

Ma perché un attrezzo cinese no, se è sempre acciaio?

In effetti è sempre acciaio, ma l’attrezzo economico/cinese, non segue tutti i trattamenti termici che invece segue l’attrezzo buono, oltre ad avere una concentrazione più bassa di tutti quegli elementi pregiati che compongono la lega, inoltre un attrezzo di qualità è sempre accompagnato da una impugnatura buona ed ergonomica.

 

 

Come usarli?

  • Inizio dalla pinza che è l’attrezzo jolly e che si usa per qualsiasi cosa; va impugnata in modo saldo e facendo attenzione a cosa hai dietro la mano perché quando ti scapperà, perché succederà, potrai farti poco o tanto male, dipende da te…considera inoltre che qualsiasi cosa dovrà essere tenuta fermamente dalla pinza, probabilmente ne porterà i segni, se è il caso quindi, usa dei dadi o proteggi con un panno la filettatura;
  • Il grasso serve a lubrificare e proteggere il metallo, puoi usarlo per migliorare lo scorrimento del filo frizione o per ridurre l’usura di un accoppiamento metallico, utilissimo per annullare l’ossidazione tra i cavi e i poli batteria;
  • panni o carta sempre a portata di mano e guanti, puoi usare vecchi panni o un rotolo di carta, io ti consiglio entrambi perché se devi pulire una grossa macchia di olio la carta è perfetta, assorbe tutto e butti via, i panni invece sono ideali per pulirti ripetutamente le mani, durano molto più della carta, che si strapperebbe quasi subito, invece i guanti si fanno apprezzare quando finisci di lavorare, ti evitano almeno 20 min di lavaggio mani, dita, unghie con lo spazzolino.
  • Chiavi e cacciaviti

 

 

Questa è la fase più delicata di tutte perché può produrre i problemi più difficili da risolvere;

in pratica ruotare il polso di ¼ di giro in più, può fare la differenza tra un lavoro ben fatto e un lavoro fatto coi piedi più spesa imprevista.

Prima di tutto si avvita in senso orario, si svita in senso antiorario e per quanto possa sembrare scontato, è fondamentale che gli attrezzi usati siano della misura corretta,

se avvito una vite con testa a stella, il cacciavite non deve avere alcun gioco, deve stare ben fermo sulla vite, stesso discorso per chiavi e bulloni, bullone da 10 vuole chiave da 10.

Ogni volta che monti o smonti un bullone, esegui 3 fasi, sviti, avviti e serri.

È importante tenere sempre a mente la fase di svitatura perché quando sviti un bullone, questo oppone una resistenza che dovrai ritrovare durante la fase di avvitatura.

 

Quando sviti devi stare attento a 3 cose:

  • inclinazione del bullone perché dovrai avvitarlo rispettando la stessa inclinazione
  • quanta forza è necessaria a svitare dalla fase iniziale a quella finale
  • eventuale presenza di frena filetti che si presenta come un impasto solitamente azzurro, bianco o nero, serve ad evitare che il bullone si sviti per effetto delle vibrazioni, se lo trovi dovrai rimetterlo;

 

Tuttavia, quando il bullone è ossidato o molto stretto e il rischio di danneggiarne la testa è alto, si può agire in 2 modi, usando uno sbloccante spray e col colpo di martello, se vuoi andare sul sicuro usa entrambi; Spruzza lo sbloccante e lascialo agire per 10 min circa, dopo di che assesta qualche colpo di martello deciso ma non violento, in alcuni casi ti farai aiutare da un cacciavite o un bussolotto… questa procedura serve a scaricare la tensione accumulata tra i filetti dell’accoppiamento meccanico, martellando riduci tantissimo la forza iniziale necessaria a svitare il primo ¼ di giro; addirittura in caso di ruggine serve a spezzare l’ossido formatosi, può sembrare una sciocchezza, ma ti toglie da parecchie situazioni scomode.

 

 

Avvitatura: come già accennato parti dalla giusta inclinazione, avvita applicando la stessa forza che hai adoperato per svitare, se il bullone fa una resistenza maggiore sin da subito qualcosa è andato storto, letteralmente… hai proprio avvitato il bullone storto e se continui lo spanerai; in alcuni casi, nonostante il bullone non sia a battuta, cioè quando la testa del bullone tocca la parte da stringere, può capitare di dover avvitare con la chiave, perché con le mani non si riesce… quasi sempre è colpa di sporcizia mista a olio e grasso che si spalmano tra i filetti; prima di avvitare, l’ideale è pulire con un panno e se necessario del solvente, evita di usare delle spazzole metalliche perché rimuovono la zincatura/cromatura del bullone che in questo stato, ossiderebbe molto prima; una volta pulito, fai una prova di avvitatura senza serrare, giusto per assicurarti che scorra tutto come deve;

se è tutto a posto, avvita fino a battuta e non appena oppone resistenza fermati.

Sei pronto a serrare ma prima bisogna fare una piccola analisi del materiale da stringere, più è tenero meno forza sarà necessaria, se fosse plastica dovrai essere delicatissimo, alluminio, molto delicato, acciaio, stringi forte, in qualunque caso, l’attenzione dovrà essere proporzionata al danno che potresti provocare.

Una volta che il bullone è a battuta, il serraggio definitivo deve stare entro ¼ di giro che più o meno andrà bene per tutto.

 

 

ATTENZIONE, quello che ho appena scritto è replicabile solo se le condizioni sono ideali, ossia la filettatura è pulita e scorre senza sforzo, il pezzo da stringere è a battuta e non è prevista una rondella spaccata o una guarnizione che si deformerà durante il serraggio (un esempio è la guarnizione toroidale delle candele nuove), in questi particolari casi, bisognerà stringere il bullone fino a che la guarnizione o la rondella non vengono schiacciate e successivamente serrare col ¼ di giro.
Con queste basi puoi approcciarti a quasi tutto ciò che può essere smontato e come avrai visto non richiede particolari conoscenze tecniche;

ti è sembrato fattibile? Ti aspettavi qualcosa di diverso?

Fammi sapere cosa ne pensi, se vuoi sapere altro dimmelo, se invece hai qualche critica o consiglio ancora meglio, aiutami a migliorare,

Ca non mu scordu… (non lo dimentico)

2 commenti

  • Gaetano ha detto:

    Ciao
    Io necessito sapere l’ordine giusto degli ingranaggi cambio .ovvero .il verso ..
    Perché smontando non ho prestato attenzione ne tantomeno a segnare ..come vanno messi a parte il primo cioè il più grande già evidenziato di colore giallo..
    Sto parlando di una px 150 e. Del 82
    Grazie ..in anticipo..saluti
    Pontieri Gaetano
    Cel.3774583461

    • admin ha detto:

      ciao Gaetano, al momento non ricordo, posso aprire un motore che ho in officina, gli do un’occhiata e ti faccio sapere,
      ma non prima della prossima settimana.

      fammi sapere,
      ciao,
      Agatino.

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