cosa fare in caso di guasto

BOBINA CENTRALINA VESPA – COME SI TESTA

By 9 Giugno 2019 Nessun Commento

Quando non arriva più corrente alla candela, la causa potrebbe essere la centralina / bobina.

Nel video qui sopra ti mostro come controllare la bobina di alta tensione e come testare i suoi circuiti, a seguire invece, ti spiego il principio di funzionamento della centralina.

Nella Vespa si usa chiamare questo componente centralina e non è sbagliato, perché in effetti la bobina AT (alta tensione), all’ interno, ha pure la centralina.

 

Fondamentalmente riceve una tensione alta e la trasforma in una tensione altissima, ma detta così sembra quasi un oggetto in stile free energy che riceve 1 e da 10 e in effetti succede questo ma non è così semplice…

La bobina altro non è che un trasformatore che ha un sistema di scarica capacitiva o CDI (capacitor discharge ignition).

Sfrutta 2 principi di funzionamento, uno è quello del trasformatore e l’altro è quello del risonatore parallelo RLC (resistenza induttanza capacità).

Di base, proprio come nel trasformatore, devi considerare 2 circuiti, il primario e il secondario, isolati tra loro ma con un nucleo ferromagnetico in comune di forma quadrata, che sta all’ interno del corpo bobina; ovviamente i due circuiti devono avere caratteristiche diverse che dipenderanno dal risultato che si vuole ottenere.

Faccio un esempio con numeri fittizzi:

Considera una corrente alternata Ip da 10 Ampere e Vp da 100 volt, proveniente dallo statore, che scorre nel circuito primario, il quale ha 100 spire (Np) con un cavo di sezione 10.

Per effettto dell’ induzione magnetica, genera nel nucleo, un campo magnetico e un flusso magnetico, il quale scorrendo, può trasferirsi al circuito secondario che però,

ha 1000 spire (Ns) ed un cavo di sezione 1.

Accade una cosa particolare, la tensione che si crea sul secondario, generata dal flusso magnetico nel nucleo, è direttamente proporzionale al numero di spire del circuito secondario, significa che se il secondario ha più spire del primario, avremo all’uscita del secondario una tensione maggiore ma un amperaggio più basso, al contrario se ha meno spire, avremo una tensione minore ma un amperaggio più alto.

Matematicamente e in una condizione ideale abbiamo:

Vs/Vp = Ns/Np = Ip/Is

La corrente di 10 ampere induce il flusso magnetico nel nucleo, questo giunge fino al circuito secondario, che dato il numero di spire maggiore del primario, genera una tensione Vs di 1000 volt con una corrente Is di 1 ampere, per cui si, si è innalzata di molto la tensione, ma allo stesso modo si è abbattuto l’amperaggio, nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.

Matematicamente:

Vs = Ns/Np*Vp = 1000/100*100 = 1000 volt

Is = Ip*Vp/Vs = 10*100/1000 = 1 ampere

Grosso modo, è quello che accade all’interno della bobina, tuttavia in queste condizioni la nostra bobina sarebbe inutilizzabile perché i tempi di innesco della scintilla sarebbero troppo lunghi, ma ci viene in aiuto il secondo principio, quello risonatore parallelo RLC che aggiunge un condensatore al circuito trasformando il sistema in una bobina a scarica capacitiva e accade questo:

Il circuito secondario, per quasi tutta la rotazione del volano, resta aperto, dunque non si genera alcuna tensione, al contrario il circuito primario è chiuso, viene quindi percorso dalla corrente che è stata prodotta da volano e statore,

questa corrente, si va ad accumulare in un condensatore (C1), il quale fa parte del circuito primario della bobina, tuttavia in un punto preciso della rotazione del volano, che corrisponde ad una posizione precisa del pistone, il pick up viene eccitato e produce un segnale che viene mandato al condensatore,

nel frattempo il circuito primario si apre, quindi non riceve più corrente dallo statore, il condensatore ha raggiunto la tensione di scarica e finalmente viene svuotato verso il nucleo del trasformatore,

il circuito secondario si chiude diventando l’unica possibile valvola di sfogo per la corrente che scorre nel nucleo e sempre per effetto dell’induzione elettromagnetica e grazie al maggiore numero di spire, produce istantaneamente una tensione di migliaia di volt che finalmente possono fluire attraverso la candela e generare l’agognata scintilla.

In linea generale, tutto questo sta dietro ad ogni singola scintilla.

Un ulteriore esempio di come la nostra esistenza sia costantemente influenzata dagli impulsi elettrici.

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